venerdì 10 gennaio 2014

LA MANCANZA AD ESSERE

   La mancanza ad essere-costitutiva dell'esistenza-, è responsabile di tutte le forme dipendenza considerate
madri alternative dispensatrici di benessere e felicità.
   Le dipendenze privano i soggetti della consapevolezza e del senso critico indispensabili nella creatività e progettualità della vita.
   Il dilagare del vuoto esistenziale, del nichilismo, priva la vita del significato che ognuno-con la propria testimonianza- dovrebbe attestare.
   La vita un senso ce l' ha! Non sempre è coglibile con i nostri organi di senso perchè scorre in profondità, lo stesso sentimento di mancanza -per via negativa- ne attesta l'esistenza.
   Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? I grandi interrogativi della storia da sempre spingono ad andare oltre, a ricercare,a desiderare di colmare la mancanza ad essere. Se vogliamo" esserci" dobbiamo liberarci dell'inganno dei sensi perpetuato dalla realtà mondana o civiltà dei consumi a nostro discapito e riappropriarci della nostra dignità di creature  non solo materiali ma anche e soprattutto spirituali, puntando non tanto sull'avere ma sull'essere!
   Il senso della vita è dato dalla qualità non dalla quantità! La qualità nasce dall'interazione con gli altri, non è pertinenza del singolo, rappresenta una proprietà collettiva emergente. Quando vieni riconosciuto, approvato, apprezzato per l'impegno, la determinazione che impieghi in un progetto, in un opera, ti senti pregno, la mancanza ad essere sparisce e la vita acquista senso.
   Quindi è l'Altro che dà senso alla mia vita. La sua disapprovazione mi svuota, avverto un disagio, un malessere che cerco-in modo illusorio- di colmare ricorrendo molto spesso a sostanze psicotrope o a comportamenti patologici.
   La mancanza ad essere ha bisogno dell'Altro,del desiderio dell'Altro che attesta che io valgo.che io esito.
   La nostra è una ricerca senza fine sulle tracce di un desiderio di pienezza immaginario che ci tormenta fin dal nostro primo vagito, pensare di realizzarlo attraverso "uteri artificiali" è pura illusione, ricorrere a sostanze psicotrope o a comportamenti patologici è fallimentare.
   Non c'è sostanza che possa colmare la mancanza ad essere, anzi  questo disagio istruisce la dipendenza in forme sempre nuove e accattivanti, urge prendere coscienza della nostra condizione di schiavitù e impegnarci nella costruzione del nostro percorso soggettivo già  presente in noi in forma latente.

                                                                                                    Shalom

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