sabato 23 giugno 2012

TORRE DEL GRECO...SMART CITY

     Non vagheggiamo di creare la citta di Dio sulla terra, come agognava S.Agostino,ma di realizzare
-momentaneamente - perchè tutte le cose di questo mondo sono transitorie-una "città intelligente" dove tutti sono "cittadini" nel vero senso della parola, dove ogni individuo sa di essere uno dei tanti chicchi di un melograno e che l'unione fa la forza, l'autocontrollo genera civiltà e civiltà significa aver realizzato quello che Jung chiama "processo di individuazione": lo sviluppo della personalità singola e collettiva,si perchè ciò che avviene in basso avviene in alto e viceversa, anche nel Padre Nostro lo recitiamo:<<come in cielo cosi' in terra>>. Le preghiere, la liturgia della nostra religione spiegano ciò che è astruso e misterioso alle nostre limitate menti, ma lo fanno in modo" sentimentale", attraverso simboli, parabole, cerimonie le quali rappresentano lo "svolgimento" di un processo naturale che coinvolge la natura umana e universale: un processo evolutivo e coscienziale al quale siamo chiamati tutti noi, una" messa in croce", del nostro egoismo, della nostra avidità che fino ad oggi ci ha impedito di" vedere".
Siamo chiamati a sollevare quel velo, quella cataratta che ci ha tenuti prigionieri in una caverna proprio come il mito di Platone. Basta un prigioniero che riesca a liberarsi dalle "catene" perchè si diffonda nell'organismo sociale un ormone chiamato Amore, comprensione, disponibilità ad ascoltare e a capire, generando l'autoguarigione dell'organismo malato.
Torre del Greco non è morta è soltanto malata, tocca a tutti quanti noi sollecitare il suo processo di guarigione, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità. Proprio come in una grande famiglia, ognuno deve uscire dal proprio "guscio", dal proprio egoismo e vedendo nell'altro se stesso, prodigarsi per aiutarlo, perchè se tutti stanno bene l'uomo non è più lupo per l'altro uomo come sosteneva Hobbes, ma amerà il prossimo come se stesso alla maniera di Gesù!
Torre del greco è una" pietra grezza" da lavorare, noi tutti siamo gli artisti, popolo di artigiani per eccellenza, ai quali spetta il compito di realizzare un gioiello raro da esporre sulla testa come una corona!
Il nostro universo concettuale deve cambiare,dobbiamo imparare a ragionare in termini di sistemi, dobbiamo immaginarci come un sistema complesso, formato cioè da tanti elementi che interagiscono tra di loro e che tendono ad un fine comune:la gestione del wealfare.
Il vecchio paradigma newtiniano-cartesiano al quale abbiamo fatto riferimento fino ad oggi e che ha frammentato la realtà per conoscerla, va integrato con un nuovo modello che "ricomponga", che riunifichi ciò che è stato scisso. Solo cosi' facendo ci vedremo come un" tutto", qualità emergente che non potrà mai scaturire dai singoli elementidi un sistema, ma che può manifestarsi solo dalla loro interazione, connessione e cooperazine. Molte persone sono andate via da Torre del Greco, altre stanno pensando di andarsene, perchè convinti che nulla sia più possibile e che se iniziamo oggi a far qualcosa per farla risorgere, passeranno a di poco altri cinquant'anni.
E vero, secondo Darwin, l'evoluzione è lineare,progressiva e cumulativa, ma alcune volte secondo la fisica quantistica moderna, capitano trasformazioni improvvise, brusche transizioni di fasi o salti quantici che fanno compiere al sistema  un salto qualitativo, che lo rigenera.
Questa possibilità si crea proprio quando il sistema vive fluttuazioni critiche che rischiano di farlo disgregare nel caos. Ma secondo gli scienziati quando un sistema complesso adattivo si trova ai "margini del caos", ha la possibilità di auto-organizzarsi e di ricreare la propria "identità".
E un'opportunità di riscatto, non solo civica o civile, ma ontologica, una vera e propria rinascita...come l'Araba Fenicia!!!

giovedì 21 giugno 2012

RIPROGETTARE SE STESSI

                                                     RIPROGETTARE SE STESSI



L'autopoiesi è la capacità di autocrearsi continuamente facendo affidamento sulle proprie capacità di coping, di adattamento e sull'empowerment offerto dal contesto o ambito d'appartenenza.
Le capacità di coping sono le strategie che un individuo mette in atto per fronteggiare momenti di crisi o di difficoltà.
L'empowerment è il processo attraverso il quale egli prende coscienza della possibilità di esercitare un controllo sulla propria vita e sul contesto sociale.
Quindi l'accesso alle proprie risorse e la responsabilità sono due fattori determinanti nel processo di incremento e di gestione delle energie personali.
Tutte le forme di dipendenza minano la libertà, la responsabilità e l'autonomia degli individui che ignorando di possedere -come sistemi complessi adattivi- un sistema omeostatico, una struttura organizzata capace autonomamente-attraverso feedback negativi e positivi- di far fronte agli stressors ambientali, il più delle volte finiscono nel circolo vizioso della dipendenza che alterando il loro equilibrio psico-fisico li priva della libertà di scelta, della possibilità di realizzare loro stessi nel contesto in cui vivono ed infine di raggiungere quello stato di benessere tanto ambito ma mai trovato perchè cercato nel posto sbagliato!
Gli esseri viventi sono sistemi autopoietici , autoreferenziali: hanno in  se stessi la possibilità di rigenerarsi ricorsivamente rispetto agli stimoli esterni, quindi sono organizzativamente chiusi ma strutturalmente aperti, con continui scambi di energia, di materia e di informazione con l'esterno.
Conoscere particolari meccanismi che si attivano in noi stessi ci può essere d'aiuto nel prevenire comportamenti a rischio, inoltre l'informazione apre nuovi orizzonti più ricchi di senso e di significato!

lunedì 11 giugno 2012

DIPENDENZA: FATTORI DI RISCHIO E PROTEZIONE.


Invece di dipendere dalla droga, dall'alcool, dal gioco d'azzardo etc.,proviamo a dipendere da noi stessi,dai nostri interessi sopiti...optiamo per un sano egoismo!
Impegnamoci nello sviluppo personale, coltiviamo hobby, passioni, progettiamo il nostro futuro.
Riconoscendo le nostre competenze, facciamo in modo di valorizzarle e scambiarle con quelle degli altri vicendevolmente.
La collaborazione, l'interazione, la cooperazione fanno bene, fanno circolare nel nostro organismo particolari ormoni portatori di benessere psico-fisico al pari delle sostanze psicoattive, ma sicuramente non dannosi come i loro effetti.
Il comportamento dipendente nasce e si rafforza quando si avverte il vuoto interiore, quando si soffre per mancanza di comprensione e d'amore, è allora che incautamente si guarda fuori...al mondo in cerca di qualcuno o di qualcosa che possa colmare quel baratro!
Una volta individuato l'oggetto d'amore il gioco è fatto, si diventa dipendenti da esso.
Nel tempo l'oggetto d'amore può cambiare, ciò che resta invariato è il bisogno, il dolore, la mancanza.
L'associazione Shalom con il progetto "O ci sei o ti fai" promuove la conoscenza dei meccanismi che si muovono inconsapevolmente dentro di noi e che ci costringono a reiterare comportamenti scellerati forieri di guai personali e collettivi.
Conoscere i fattori di rischio e di protezione può aiutare chi vive - in forma diretta e indiretta-il problema della dipendenza: un gruppo di giovani professionisti impegnati nel volontariato, è a disposizione di quanti desiderano accoglienza, informazione e orientamento.