Un bambino non si lascia influenzare dai condizionamenti esterni: pregiudizi, stereotipi, sovrastrutture, costruzioni artificiali etc., opera nella più pura libertà.
giovedì 18 dicembre 2014
LA VERA LIBERTA
Un bambino non si lascia influenzare dai condizionamenti esterni: pregiudizi, stereotipi, sovrastrutture, costruzioni artificiali etc., opera nella più pura libertà.
giovedì 22 maggio 2014
PER RICOSTRUIRE UNA CITTA...
Un sindaco con gli attributi,deve avere intelligenza, coraggio, scienza ma li deve coniugare con la pietà, la giustizia,l'umiltà e la sapienza, deve saper dosare i requisiti di entrambi gli emisferi, uno logico- matematico e razionale, l'altro emotivo, creativo e olistico.
Per ricostruire una città è necessario che le cose del passato vengano" sepolte", bisogna azzerare tutto, altrimenti si creeranno nuovi conflitti, ed è risaputo che i conflitti generano scissioni,cosa che non deve accadere se vogliamo rimanere uniti per ricostruire la nostra bella città.
In materia penale esiste l'estinzione del reato dopo un certo lasso di tempo, applichiamo questa legge ai nostri sbagli e ricominciamo!!!
Papa Francesco ci esorta sempre ad avere misericordia, ma di chi? Ovvio, di noi stessi, dei nostri limiti,delle nostre debolezze, della nostra vulnerabilità. Ma, ciò non significa che non siamo più in grado di risollevarci dal baratro nel quale siamo caduti, riappropriamoci del nostro statuto di soggetti, dei nostri requisiti, della nostra autenticità...della nostra interiorità, è da li che bisogna ripartire,dalle nostre potenzialità latenti che negli ultimi cinquat'anni abbiamo sciupato a discapito della città e di noi stessi.
Noi siamo la città, noi siamo il territorio,noi siamo le sue membra vive, se vogliamo migliorare il contesto dove viviamo, dobbiamo migliorare prima noi stessi..."e questo ci si sa!"
Ad maiora
Per ricostruire una città è necessario che le cose del passato vengano" sepolte", bisogna azzerare tutto, altrimenti si creeranno nuovi conflitti, ed è risaputo che i conflitti generano scissioni,cosa che non deve accadere se vogliamo rimanere uniti per ricostruire la nostra bella città.
In materia penale esiste l'estinzione del reato dopo un certo lasso di tempo, applichiamo questa legge ai nostri sbagli e ricominciamo!!!
Papa Francesco ci esorta sempre ad avere misericordia, ma di chi? Ovvio, di noi stessi, dei nostri limiti,delle nostre debolezze, della nostra vulnerabilità. Ma, ciò non significa che non siamo più in grado di risollevarci dal baratro nel quale siamo caduti, riappropriamoci del nostro statuto di soggetti, dei nostri requisiti, della nostra autenticità...della nostra interiorità, è da li che bisogna ripartire,dalle nostre potenzialità latenti che negli ultimi cinquat'anni abbiamo sciupato a discapito della città e di noi stessi.
Noi siamo la città, noi siamo il territorio,noi siamo le sue membra vive, se vogliamo migliorare il contesto dove viviamo, dobbiamo migliorare prima noi stessi..."e questo ci si sa!"
Ad maiora
sabato 3 maggio 2014
TORRE DEL GRECO NUOVI CIELI NUOVA TERRA!
Ci stiamo lavando la faccia con i nostri stessi escrementi...con ciò che abbiamo prodotto...una civiltà nichilista, priva di valori, dove il modello di riferimento è la merce!
Le vittime di questo mondo spazzatura sono i nostri figli che ingannati da tutto quello che gli viene posto innanzi come oggetto del desiderio, cadono uno dopo l'altro sui propri errori...da vittime diventano carnefici e, ignari di questo meccanismo perverso innescato da un sentimento di mancanza originario, affondano i denti nella loro stessa carne!
Li vogliamo condannare? E giusto, chi sbaglia paga! Ma, i veri colpevoli ,coloro che hanno impedito a questi figli di mettere in atto quel processo evolutivo e coscienziale che li avrebbe portato ad evolversi da se stessi, da quell'animalità indomita che è in loro...che li costringe a reiterare comportamenti deplorevoli, forieri di guai personali e collettivi...ecco quei miserabili siamo noi stessi o meglio quel sistema di riferimento che -piano, piano- abbiamo introiettato e al quale facciamo riferimento.
Ci siamo allontanati troppo da noi stessi, dal nostro centro, allontanandoci dal nostro sistema di valori fondamentali, siamo diventati avidi ed egoisti.
Abbiamo confuso il nostro bisogno d'amore, la nostra sete d'infinito con il possesso! Ma quel vuoto che ognuno di noi sperimenta dentro il proprio cuore non può essere colmato con cose materiali, con tutto quello che la civiltà dei consumi ci propina!
Se noi rivolgessimo l'attenzione verso noi stessi e non più alle cose del mondo, ci accorgeremmo che quel vuoto è pieno! L'amore è un valore astratto non quantificabile...non coglibile con gli organi di senso, lo si può sperimentare solo in modo intuitivo nella nostra mente, nella relazione con l'altro...nel dono di sé all'altro! Nel sacrificio di sé all'altro!
Condannando i nostri figli, condanniamo noi stessi perchè loro sono il risultato di ciò che abbiamo prodotto...ci siamo scavati la fossa da soli!
La statua del disinganno esposta nella chiesa i San Severo a Napoli svela, rivela questa tragica consapevolezza: l'uomo asservito alla propria volontà di vivere...alle proprie passioni, finisce in mezzo ai porci! Quando cade il velo delle illusioni,quando cade la rete che lo ha tenuto prigioniero in una caverna, si converte e...inizia il suo cammino di ritorno alla casa del Padre.
Il Cristo velato al centro della chiesa sconsacrata, è il simbolo del nostro centro, del nostro cuore pietrificato, irrigidito dalla nostra bramosia.
La presa di coscienza della nostra vera natura, di essere figli di Dio...dell'Amore, di quell'amore nobile e puro che è Agapé(dono) e non Eros(possesso), farà cadere il velo di Maya.
La cataratta che ci impedisce di vedere la vera realtà- nascosta dietro il muro delle illusioni-si scioglierà mostrandocela in tutta la sua sublimità! Se voglimo salvare i nostri figli,dobbiamo ammettere i nostri errori, un atto di responsabilità scioglierà il gelo dei nostri cuori.
<<Io Gesù, creo nuovi cieli, nuova terra... le cose del passato non torneranno alla mente e non saliranno nel cuore! Laverò i miei piedi, chi me li sporcherà? Indosserò la mia veste più bianca, chi me la toglierà?>>
Ad maiora
domenica 2 febbraio 2014
LE ESPERIENZE OTTIMALI E IL LORO VALORE EDUCATIVO
Le esperienze ottimali potrebbero rappresentare un ottimo deterrente al consumo di sostanze psicotrope, in quanto distoglierebbero lo squardo da tutto ciò che non funziona in adolescenza.
Infatti quando nel contesto o ambito di appartenenza si trovano poche opportunità di azioni significative,capita che per sperimentare uno stato di benessere psicofisico si ricorra ad attività distruttive che producono dipendenza, o che nel migliore dei casi sono solo uno spreco di risorse.
Riconoscendo il valore positivo delle esperienze ottimali nello sviluppo individuale, se ne potrebbe incentivare la conoscenza gratificante.
Offrire ai giovani occasioni in cui esercitare le proprie capacità, abilità e talenti,permetterebbe loro di autorealizzarsi e quindi di essere felici. Il benessere psicofisico REALE raggiunto grazie ad esperienze gratificanti o flow, favorirebbe lo sviluppo individuale in quando indurrebbe il soggetto alla ricerca di opportunità di azione sempre più complesse, cui contrapporre capacità sempre maggiori.
Quindi il flow come valore educativo è in grado di attivare un processo di crescita esponenziale in cui il soggetto tende a raggiungere obiettivi sempre più sfidanti e gratificanti, apportando miglioramenti nella sua vita e riuscendo ad influire positivamente e concretamennte anche nel contesto in cui vive.
I giovani d'oggi hanno bisogno di testimonianze, di qualcuno in grado di affermare che si può vivere in questa vita con soddisfazione, con produttivtà, con creatività, con desiderio e allo stesso tempo con responsabilità, una tale testimonianza vale più di ogni altra forma di prevenzione!
Compito di tutti gli educatori è di insegnare a diventare persone autoteliche, autos(se stesso) e telos (obiettivo), persone capaci di darsi degli obiettivi e di cercare sfide sempre al limite delle proprie capacità che diano appagamento nel pieno utilizzo delle proprie risorse, permettendo di vivere quelle straordinarie esperienze di flusso che rendono la vita degna di essere vissuta.
L'esperienza che facciamo della vita è più importante della vita che facciamo!
Shalom
giovedì 23 gennaio 2014
FLOW, RICERCA DEL PIACERE E TALENTO
Il flow o esperienza positiva, è la totale capacità di "perdersi" senza sforzo in un compito o in un'attività gratificante.
Le attività che maggiormente facilitano questo stato di rapimento o leggera estasi, sono correlate ad un compito, ad un impegno, ad una sfida, ad un'opportunità d'azione che hanno obiettivi e stimoli precisi, che richiedono coinvolgimento e concentrazione nel proprio lavoro, quasi a diventare tutt'uno con l'azione che si sta compiendo.
Quando si entra in uno stato di flow o flusso libero, si è estremamente coscienti di quanto si sta facendo ma allo stesso tempo si è isolati dalla realtà esterna, è come essere in una bolla, in una zona franca da distrazioni,
si ha la sensazione di far parte di qualcosa di più grande, di muoversi in armonia con l'attività intrapresa, si è come dentro una corrente... in un flusso.
Testimonianza: <<La motivazione intrinseca mi predispone ad affrontare "la sfida" al massimo delle mie capacità/abilità, tutto quello che potrebbe distrarmi dal raggiungimento del mio obiettivo, viene tenuto fuori dal "raggio d'azione"(selezione psicologica). Essere nella bolla ,essere in uno spazio protetto, essere in una zona d'ombra, espressioni che rispecchiano bene lo stato di coscienza alterato vissuto in un'esperienza di flow o esperienza positiva.
Tutti i blocchi emotivi, l'ansia da prestazione, la paura di fallire, il giudizio degli altri, ma soprattutto quello del proprio io, vengono momentaneamente cancellati, sospesi.
Si è al meglio di se stessi perchè si opera in una messa in parentesi del mondo, in un'epochè o sospensione del giudizio come sosteneva Husserl, ma allo stesso tempo si percepisce di avere sotto controllo ciò che si sta facendo>>.
Il flow si verifica quando le opportunità d'azione (challenges) sono commisurate alle capacità(skills), in presenza di obiettivi chiari e di feedback inequivocabili che vanno a rinforzare lo stato di flusso ottimale.
L'estraneamento da se stessi e dalla realtà esterna contribuiscono a mantenere la concentrazione sul compito, mentre la destrutturazione del senso del tempo e la perdita di coscienza di se, sciogliendo tutti i blocchi emotivi produrranno un aumento di energia di autogratificazione.
mercoledì 22 gennaio 2014
LA RICERCA DEL PIACERE E DELLA FELICITA
La ricerca del piacere e della felicità, rappresentano da sempre per l'uomo un bisogno naturale ...innato.
Perchè gli uomini non trovano la felicità? Ovvio! La cercano nel posto sbagliato! La cercano nel mondo, in tutto ciò che il mondo offre loro, convincendoli che il benessere tanto ambito lo possono trovare nella propaganda materialista "messa in scena" dalla civiltà dei consumi.
Cosi' gli uomini/prede cadono uno dopo l'altro nella rete delle illusioni tessita dal marketing dei capitalisti/ragni, passando da un desiderio all'altro senza mai trovare un vero e proprio appagamento.
Come possiamo liberarci dalla rete dell'inganno,da questo asservimento? Come possiamo educare i giovani a trovare piacere nelle cose giuste, visto che loro sono i bersagli preferiti dai media?
Vivere esperienze di vita più dense di significato nel percorso formativo pre-adolescenziale e adolescenziale, creerebbe occasioni di benessere più forti dello "stato passivo"(quindi irreale) offerto dal consumo di sostanze psicoattive,dove il soggetto non agisce ma è agito, non sceglie ma è scelto.
Il raggiungimento di un benessere psicofisico REALE potrebbe dissuadere i giovani (ma non solo) dalla ricerca di un benessere tanto ARTIFICIALE quanto effimero come quello offerto da tutte le forme di dipendenza. Ogni azione di consumo quindi, equivale alla ricerca del piacere, l'esperienza del flow o esperienza ottimale intercetta questa domanda e suggerisce una soluzione piu' soddisfacente e piu' appagante del cosi' detto "sballo" perchè foriera di produttività...di creativita e di sviluppo personale.
venerdì 10 gennaio 2014
LA MANCANZA AD ESSERE
La mancanza ad essere-costitutiva dell'esistenza-, è responsabile di tutte le forme dipendenza considerate
madri alternative dispensatrici di benessere e felicità.
Le dipendenze privano i soggetti della consapevolezza e del senso critico indispensabili nella creatività e progettualità della vita.
Il dilagare del vuoto esistenziale, del nichilismo, priva la vita del significato che ognuno-con la propria testimonianza- dovrebbe attestare.
La vita un senso ce l' ha! Non sempre è coglibile con i nostri organi di senso perchè scorre in profondità, lo stesso sentimento di mancanza -per via negativa- ne attesta l'esistenza.
Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? I grandi interrogativi della storia da sempre spingono ad andare oltre, a ricercare,a desiderare di colmare la mancanza ad essere. Se vogliamo" esserci" dobbiamo liberarci dell'inganno dei sensi perpetuato dalla realtà mondana o civiltà dei consumi a nostro discapito e riappropriarci della nostra dignità di creature non solo materiali ma anche e soprattutto spirituali, puntando non tanto sull'avere ma sull'essere!
Il senso della vita è dato dalla qualità non dalla quantità! La qualità nasce dall'interazione con gli altri, non è pertinenza del singolo, rappresenta una proprietà collettiva emergente. Quando vieni riconosciuto, approvato, apprezzato per l'impegno, la determinazione che impieghi in un progetto, in un opera, ti senti pregno, la mancanza ad essere sparisce e la vita acquista senso.
Quindi è l'Altro che dà senso alla mia vita. La sua disapprovazione mi svuota, avverto un disagio, un malessere che cerco-in modo illusorio- di colmare ricorrendo molto spesso a sostanze psicotrope o a comportamenti patologici.
La mancanza ad essere ha bisogno dell'Altro,del desiderio dell'Altro che attesta che io valgo.che io esito.
La nostra è una ricerca senza fine sulle tracce di un desiderio di pienezza immaginario che ci tormenta fin dal nostro primo vagito, pensare di realizzarlo attraverso "uteri artificiali" è pura illusione, ricorrere a sostanze psicotrope o a comportamenti patologici è fallimentare.
Non c'è sostanza che possa colmare la mancanza ad essere, anzi questo disagio istruisce la dipendenza in forme sempre nuove e accattivanti, urge prendere coscienza della nostra condizione di schiavitù e impegnarci nella costruzione del nostro percorso soggettivo già presente in noi in forma latente.
Shalom
madri alternative dispensatrici di benessere e felicità.
Le dipendenze privano i soggetti della consapevolezza e del senso critico indispensabili nella creatività e progettualità della vita.
Il dilagare del vuoto esistenziale, del nichilismo, priva la vita del significato che ognuno-con la propria testimonianza- dovrebbe attestare.
La vita un senso ce l' ha! Non sempre è coglibile con i nostri organi di senso perchè scorre in profondità, lo stesso sentimento di mancanza -per via negativa- ne attesta l'esistenza.
Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? I grandi interrogativi della storia da sempre spingono ad andare oltre, a ricercare,a desiderare di colmare la mancanza ad essere. Se vogliamo" esserci" dobbiamo liberarci dell'inganno dei sensi perpetuato dalla realtà mondana o civiltà dei consumi a nostro discapito e riappropriarci della nostra dignità di creature non solo materiali ma anche e soprattutto spirituali, puntando non tanto sull'avere ma sull'essere!
Il senso della vita è dato dalla qualità non dalla quantità! La qualità nasce dall'interazione con gli altri, non è pertinenza del singolo, rappresenta una proprietà collettiva emergente. Quando vieni riconosciuto, approvato, apprezzato per l'impegno, la determinazione che impieghi in un progetto, in un opera, ti senti pregno, la mancanza ad essere sparisce e la vita acquista senso.
Quindi è l'Altro che dà senso alla mia vita. La sua disapprovazione mi svuota, avverto un disagio, un malessere che cerco-in modo illusorio- di colmare ricorrendo molto spesso a sostanze psicotrope o a comportamenti patologici.
La mancanza ad essere ha bisogno dell'Altro,del desiderio dell'Altro che attesta che io valgo.che io esito.
La nostra è una ricerca senza fine sulle tracce di un desiderio di pienezza immaginario che ci tormenta fin dal nostro primo vagito, pensare di realizzarlo attraverso "uteri artificiali" è pura illusione, ricorrere a sostanze psicotrope o a comportamenti patologici è fallimentare.
Non c'è sostanza che possa colmare la mancanza ad essere, anzi questo disagio istruisce la dipendenza in forme sempre nuove e accattivanti, urge prendere coscienza della nostra condizione di schiavitù e impegnarci nella costruzione del nostro percorso soggettivo già presente in noi in forma latente.
Shalom
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